Domande senza risposta 

  

Guardarsi attorno e rimanere ogni secondo sbalorditi da ciò che c’è,una massa di gente quasi invisibile,che cammina,corre,grida,cercando di prendere quel maledetto treno che dovrebbe portarli in quel posto,che per ogni uno ha un significato diverso,ad ogni uno offre una possibilità differente.Non si sa perché tutto dev’essere legato ad un filo così sottile,
così necessario,perché tutto deve andare in un solo senso,quello che tutti rispettano,quello che tutti adoperano.
La vita è un mistero,fatto di gusti diversi,amari per chi sta affondando nelle proprie convinzioni,le proprie paure,salata per chi si nutre delle sue sfumature,acida per chi ne fa mal uso,e dolce per quei pochi che hanno capito il loro perché in questo mondo.In molti hanno filosofato sul senso di questo termine così vasto,così complesso,ma la verità credo sia ben altra,la verità è che la vita è ciò che si è,senza barriere,ciò che si ha il coraggio di far vedere a chi ci circonda,far scorrere le lacrime come dei fiumi senza essere improntati come deboli,urtare la sensibilità altrui senza opprimerlo,urlare a gola aperta senza rischiare di stordire il prossimo,esternarsi senza aver paura di essere giudicati per quel colore che si possa avere differente da quello altrui,quel accento che sa molto di diversità,quell’acconciatura che mal si accompagna con la linea di oggi,quegli indumenti che poco si adeguano alla norma.Vivere non significa forse essere se stessi in armonia con gli altri?Vivere non significa forse poter passare accanto a quel gruppo diverso dal tuo senza lasciar la tua traccia di ironia pungente riferita alla loro diversità?Tutti parlano di cambiamenti,tutti parlano di amare il prossimo,aiutare il prossimo,dare il tuo contributo a chi ne ha bisogno,utilizzando tutti gli strumenti necessari per trasmetterlo,eppure nulla si fa,nulla si muove,andando avanti ci si affonda di più nell’ignoranza,si diventa più cattivi,più insofferenti,più insensibili.Come possono cambiare le cose se tutti aspettano che qualcosa cambi da se?E come se aspettassimo che il pollo diventi più croccante,senza curare la temperatura del forno,lasciandolo bruciare.Non sappiamo più essere umani,ma solo una massa di gente,triste,che ha smesso di farsi delle domande,che ha smesso di fermarsi davanti allo specchio al mattino e porsi delle domande.Non siamo più umani nemmeno quando la tecnologia ci butta in faccia la brutale verità,la verità di tutto quello che succede attorno,le guerre,la fame,i bambini che muoiono per via della crudeltà dell’uomo,il barbone che dorme e che sorpassiamo senza nemmeno guardarlo,senza nemmeno chiederci perché sia li,la moglie con l’occhio nero al supermercato,la ragazza col viso d’angelo che chiede elemosina nei treni con la faccia di chi vive solo sotto effetto di stupefacenti.E doloroso,non avere più la sensibilità nemmeno per osservare,tutto ciò è diventato il pane quotidiano di chi non vuol più guardare.Forse è più importante arrivare in tempo dalla parrucchiera e lasciare più di quello che si guadagna per sfruttare la bellezza finta per un giorno,o più importante andare a prendere quel paio di scarpe che costano più di quello che guadagni.Si,importante e rimanere a vivere incoscienti,convivere maestosamente con tutto ciò che sa di marcio e farlo sembrare sano,senza nemmeno rendersi conto che ciò che si fa passare per sano,è proprio l’essenza di ognuno di noi.
Mary

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